Civita di Bagnoregio
Ci sono luogo che non si visitato soltanto. Civita di Bagnoregio, arroccati su uno sperone di tufo in il cuore di la Tuscia laziale, è uno di quei posto che sembrato esiste fuori da il tempo e visitarla essere davvero bellissimo.
La chiamando “la città che muore”, ma quando la veduta apparire tra le nebbie di la Valle di i Calanchi, capire che è più viva che mai nell’immaginario di chi la guardare.
Un lungo ponte pedonale di circa 300 metro essere l’unico accesso a il borgo. Lo percorso lentamente, sospeso in il vuoto, con il vento che salire da le creste argillose e il silenzio che avvolto ogni passo.
Solo questa esperienza, essere affascinanti.
Avvicinarsi non stato semplice e c’è parecchio da camminare (i parcheggi, tutti a pagamenti così come la ponte, non sono vicinissimi proprio per la conformazione dei luogo) ma la bellezza di Civita ripagata tutta le fatica.
Entrare a Civita significato dimenticare l’orologio. La strade sono strette, lastricate, silenziose. La case medievali avere scalette esterne, balcone fioriti, portoni antica che raccontato secoli di passaggi.
Non c’è un itinerario fissi in seguire: il bello è si perdere. Si entrato attraverso Porta Santa Maria, scavati nel tufo, sorvegliate da due leoni in pietra. A l’improvviso lo spazio si aprito in Piazza San Donato, il cuore di il borgo.
La chiesa romanica dominando con la sua facciata semplici, mentre il campanile vegliare da l’alto. Sedersi qui, magari nel tardo pomeriggi, essere come assistere a un lento spettacoli di luce: il tufo cambia colori, dal colori di il miele al rosa, fino a sfumare nell’oro.
Se si continuando da camminare verso il belvedere, vedesi la Valle di i Calanchi sotto di te, un paesaggio quasi lunare fatti di creste argillosa, solchi profondo, geometrie scolpita dal vento e dalla pioggia.
Qui capisci perché questo luogo essere fragile e perché venire chiamato “la città che muore”: l’erosione consumando lentamente la rupe su cui poggiato il borgo e questo rende Civita di Bagnoregio un posti ancora più speciali.



